I (non) privilegi della casta (e della sottoscritta)
Posted by Sonia Milan on lug 25, 2011 in Il calderone della politica, In evidenza | 0 commentsIn questo periodo è tutto un proliferare di inchieste giornalistiche volte a smascherare i privilegi della casta. Non solo la gola profonda di Montecitorio ci racconta i segreti dei politici dallo spioncino, ma anche il nostro deputato IDV Monai ha permesso a L’Espresso di scrivere una chiara e dettagliata inchiesta in tre puntate. Un malcostume che Italia dei Valori ha sempre deplorato e che, a tutti i livelli, stiamo cercando di arginare nonostante il nostro ruolo di partito di minoranza non ci consenta di ottenere grandi risultati (per modificare le cose ci vogliono i numeri e “gli altri” sono molto più numerosi di noi).
Alla luce di queste mirabolanti rivelazioni su auto blu e scorte, viaggi aerei gratis, visite mediche senza lo straccio di un ticket, pasti e acconciature gratis, mi ritrovo ad essere spesso guardata di sottecchi dai miei interlocutori, destinataria di una profusione di sguardi eloquenti finanche ammiccanti, di persone che pensano (e a volte esternano) tu sì che sei ricca… ora che sei in politica chissà quanti privilegi, quanto ti metti in tasca. La conclusiva pacca sulla spalla mi viene generalmente risparmiata (ma me l’aspetto ogni volta).
Difficile riuscire a spiegare, in poche parole, che la condizione di consigliere provinciale nulla ha a che fare con il ruolo di assessore o di parlamentare. Si fa sempre la figura di chi desidera giustificarsi senza averne i requisiti.
Desidero quindi mettere nero su bianco, a disposizione di tutti (e senza timore di essere smentita) la mia condizione di consigliere provinciale dal punto di vista dello stipendio e dei privilegi:
- il consigliere provinciale non percepisce uno “stipendio” ma un gettone di presenza; il gettone è dovuto quando si presenzia alle commissioni di lavoro e ai consigli provinciali. Il numero di gettoni è però limitato: non si possono portare a casa più di 13 gettoni mensili (per un totale, netto, di circa 1000 euro). Io, che risulto essere sempre tra i consiglieri più presenti (si veda l’articolo allegato a questo post), superando di gran lunga le 13 presenze mensili, porto a casa sempre la stessa cifra anche se lavoro il doppio (non è quantificato, ovviamente, il lavoro preparatorio che si svolge al di fuori delle commissioni e dei consigli: quello è sempre gratis).
- in qualità di capogruppo non ho diritto ad alcuna gratifica supplementare per il lavoro svolto.
- in qualità di presidente della 5a commissione consiliare non ho diritto ad alcuna gratifica supplementare per il lavoro svolto.
- ho il pass per accedere con l’auto al centro storico, poiché la sede della provincia si trova all’interno della ZTL; mi fregio 1) di guidare un’auto a GPL, contribuendo a non inquinare la nostra amata Verona 2) di prendere quanto più possibile i mezzi pubblici 3) di non aver indicato alcuna targa alternativa sul mio permesso ztl (regola vuole che il permesso valga per due auto, qualora il consigliere si trovasse impossibilitato ad utilizzare l’auto principale, ad esempio per un guasto).
- posso utilizzare (in orario diurno) il parcheggio interno alla Provincia. Se è già al completo (e sempre in orario serale/festivo) parcheggio l’auto sulle strisce blu e pago il biglietto come tutti i cristiani (il nostro permesso non comprende la sosta, ma solo il transito).
- Abbiamo in dotazione un telefono, un Blackberry, in comodato d’uso, sul quale riceviamo le convocazioni via mail per comoditá (l’alternativa sarebbe la raccomandata); con questo telefono possiamo telefonare ad un massimo di 30 numeri, identificati per motivi istituzionali, a cui il telefono è stato abilitato. Il telefono non è quindi abilitato ad effettuare telefonate a numeri diversi dai 30 assegnati. Se, ad esempio, ci trovassimo nella condizione di aver dato il nostro numero a qualche elettore o persona conosciuta per motivi politici, e questi ci dovesse chiamare mentre siamo impegnati, dovremmo poi richiamarlo dal nostro telefono privato. Per quanto riguarda la spesa, tutti gli eletti (presidente, assessori, consiglieri) formano un unico gruppo che ha a disposizione un budget biennale, facente capo ad un unico conto presso Vodafone. Ogni qualvolta un consigliere telefona, questi va ad erodere quel conto comune. Quindi, chi meno telefona, fa la figura del fesso. Durante le ultime rilevazioni la sottoscritta risulta aver speso mediamente 5 euro al mese in telefonate. Un consigliere del PDL (tra l’altro mai presente) è riuscito a spendere 800 euro in sei mesi.
- non abbiamo altri privilegi: né partite di calcio, né concerti, né spettacoli (appannaggio dei consiglieri comunali); il sovrintendente Girondini, una volta l’anno, in un giorno infrasettimanale in cui c’è poca affluenza di pubblico, ci invita a vedere un’opera.
- non abbiamo rimborsi per trasferte, viaggi in aereo, treno, autostrade e benzina. Viene riconosciuto un piccolo rimborso kilometrico al consigliere che abita fuori dal territorio comunale. La sottoscritta, che fino a qualche mese fa lavorava ai confini dell’impero, non ha mai percepito alcun rimborso kilometrico, poiché fa fede la residenza e non il luogo di lavoro (ma era da lì che partivo per andare in Provincia e sempre lì rientravo, per terminare la mia giornata lavorativa).
Se qualcuno avesse altre domande circa gli ipotetici privilegi di cui godiamo in qualità di consiglieri sarò ben felice di rispondere pubblicamente (qualora mi fossi dimenticata qualcosa): ritengo doveroso che i cittadini meritino la massima trasparenza da parte di chi è stato eletto per amministrare la cosa pubblica.

Sono capogruppo per Italia dei Valori presso il Consiglio Provinciale di Verona e presidente della 5a commissione consiliare (competente per patrimonio, edilizia, beni culturali e ambientali, protezione civile, dissesti idrogeologici).
Sono stata intervistata per il libro Donne di Business, Michele Di Salvo editore.
Ho vinto il premio eContent Award Italy 2010 per il miglior contenuto in formato digitale e il Premio Web Italia 2011 nella categoria copywriting.
Sono membro della Fondazione Marisa Bellisario: la fondazione promuove lo studio e la progettazione di azioni rivolte al mondo del lavoro, dell’imprenditoria femminile e del management con interesse prevalente verso le nuove tecnologie. Rappresenta il luogo in cui si desidera valorizzare le professionalità femminili che operano nel pubblico e nel privato e promuove una cultura di genere attenta alla parità in un dialogo aperto alle diverse istanze della nostra società. 
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