Aeroporto Catullo: interrogazione a Miozzi

Il presidente della Provincia Miozzi ha risposto ad una mia interrogazione sull’aeroporto Catullo, evitando accuratamente di entrare del merito della bassissima valutazione data alle quote che verranno rilevate dai bresciani. Chissà perché me l’aspettavo.

Questo l’articolo apparso su L’Arena.

Per il Catullo «non ci sono offerte alternative al di fuori di quella di Brescia» e quindi è «importantissimo chiudere al più presto il cerchio strategico con Brescia per poter affrontare le sfide future in tranquillità». Lo ha detto ieri in Consiglio provinciale il presidente della Provincia Giovanni Miozzi rispondendo all’interrogazione presentata dalla capogruppo dell’Idv Sonia Milan: «Non sono pervenute al momento attuale altre offerte formali alla società Aeroporto Catullo spa, oltre a quella di Brescia.

Esistono solo chiacchiere su eventuali interessamenti di Monaco e Milano ad entrare in compartecipazione», ha detto Miozzi replicando alla Milan che nell’interrogazione aveva sollevato alcune questioni sull’accordo tecnico Verona-Brescia. In particolare la capogruppo ha chiesto «i motivi che hanno portato a preferire un accordo svantaggioso con la Provincia di Brescia che prevede un introito per Verona di soli 20 milioni di euro a fronte di una spesa sostenuta per l’aeroporto D’Annunzio di ben 85 milioni di euro, al posto delle offerte giunte da Milano e Monaco; le scelte strategiche che la Provincia di Verona (in qualità di socia della Catullo spa) intende perseguire, indicando se si intende creare in futuro una sinergia con gli aeroporti di Milano o di Venezia; le azioni che la Provincia intende mettere in campo per evitare che da questo accordo possa scaturire un danno per la società, con il rischio che l’aeroporto di Brescia possa creare delle sinergie con gli aeroporti lombardi, costringendo Verona ad un accordo con Venezia da cui uscirebbe fortemente ridimensionata, soprattutto nel comparto dei voli low cost».

Miozzi ha così parlato anche di strategie e alleanze: «E’ vero che la chiusura dell’accordo favorirebbe l’aggregazione con il sistema milanese di Malpensa, che non ha una pista adeguata ai cargo intercontinentali che costituiscono anche un intralcio ai voli passeggeri. Milano, infatti, vede bene Montichiari che ha già l’unica pista adeguata del Nord, estensibile ulteriormente fino ai 4 chilometri», ha spiegato il presidente che ha concluso: «Chiudere l’accordo rappresenta il primo passo per diventare un aeroporto importantissimo per il Sud Europa e pure Monaco guarda con interesse a questo sistema aeroportuale strategico».

Proprio per approfondire le possibili alleanze con il sistema aeroportuale milanese, il sindaco Flavio Tosi ha chiesto di incontrare con i soci veronesi del Catullo Giuseppe Bonomi, presidente della società di gestione aeroportuale Sea che gestisce gli scali milanesi di Malpensa e Linate. La Sea è stata chiamata in causa nei giorni scorsi dal presidente della quinta commissione del Consiglio regionale della Lombardia, Giorgio Pozzi (Pdl), secondo cui lo scalo bresciano di Montichiari, dedicato in particolare al cargo cioè alle merci, deve entrare in un sistema aeroportuale «padano» o almeno lombardo-veneto.

Inoltre, secondo Pozzi e altri presenti all’audizione della commissione con i presidenti del Catullo Fabio Bortolazzi e del D’Annunzio di Montichiari Vigilio Bettinsoli, la Sea deve essere presente al tavolo che sta riscrivendo il sistema aeroportuale veronese-bresciano. Ciò porterebbe a rivedere pesi e contrappesi nella compagine societaria fra Verona, Brescia e Trento.
Tuttavia i soci veronesi avrebbero deciso di rinviare l’incontro dando la precedenza ala sottoscrizione ufficiale dell’intesa con Brescia; poi si parlerà con Milano. Ed entro il 28 febbraio i soci del sistema aeroporti del Garda di Verona, Brescia e Trento si ritroveranno per varare definitivamente l’accordo di gestione dei due scali Catullo e D’Annunzio e creare così una nuova società che vedrà una maggior partecipazione e coinvolgimento di Brescia.R.C.

 

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